Guittone d’Arezzo, Deo, como pote adimorar piacere

Deo, como pote adimorar piacere
o amistate alcuna, a bon talento,
en me verso di quella, che parere
mortalmente nemica me la sento?
Ch’eo l’ho servita a tutto ‘l me podere,
e ‘n chererli mercé già no alento
che solamente deggia sostenere
senn’e orgoglio e facciami contento.
E non mi val; und’eo tormento e doglio
di tal guisa, che se ‘l vedesse pento
chi m’odia a morte, si nd’avria cordoglio.
E tutto ciò non cangia in lei talento,
ma sempre sì n’avanza il fero orgoglio;
ed so di lei amar però non pento.