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Ugo Foscolo – Ultime lettere di Jacopo Ortis

PARTE PRIMA

Al lettore

Pubblicando queste lettere, io tento di erigere un monumento alla virtù sconosciuta; e di consecrare alla memoria del solo amico mio quelle lagrime, che ora mi si vieta di spargere su la sua sepoltura. E tu, o Lettore, se uno non sei di coloro che esigono dagli altri quell’eroismo di cui non sono eglino stessi capaci, darai, spero, la tua compassione al giovine infelice dal quale (altro…)

Jacopo Mostacci, Umile core e fino e amoroso

Umile core e fino e amoroso
già fa lungia stagione c’ò portato
buonamente ad Amore:
di lei avanzare adesso fui penzoso
oltra poder, e, s’eo n’era af[f]an[n]ato,
no nde sentia dolore:
pertanto non da lei partia coragio
nè mancav’ a lo fino piacimento
mentre non vidi in ella folle usagio,
lo qual l’avea cangiato lo talento.
Ben m’averia per servidore avuto
se non fosse di fraude adonata,
per che lo gran dolzore
e la gran gioi che m’è stata rifiuto;
ormai gioi che per lei (altro…)

Jacopo Mostacci, A pena pare ch’io saccia cantare

A pena pare ch’io saccia cantare
nè gioi mostrare ch’eo degia placire,
c’a me medesmo credo esser furato
considerando lo breve partire;
e se non fosse ch’è più da laudare
quell’om che sa sua voglia coverire,
quando gli avene cosa oltra suo grato,
non canteria nè faria gioi parire.
E però canto, donna mia valenti,
ch’eo so veracementi
c’assai vi gravaria di mia pesanza;
però, cantando, vi mando allegranza,
chè crederete di me certamenti,
poi la vi mando, ch’eo n’agio abondanza.
Abondanza non n’ò, ma (altro…)

Jacopo Mostacci, Amor ben veio che mi fa tenire

Amor ben veio che mi fa tenire
manera [e] costumanza
d’aucello c’arditanza – lascia stare:
quando lo verno vede sol venire
ben mette ‘n ubrianza
la gioiosa baldanza – di svernare,
e par che la stagione no li piacc[i]a,
chè la fredura inghiacc[i]a;
e poi, per primavera,
ricovera manera
e suo cantare in[n]ova e sua ragione.
Ed ogni cosa vuole sua stagione.
Amor, lo tempo che non m’era a grato
mi tolse lo cantare;
credendo megliorare – io mi ritenni.
Or canto, chè mi sento megliorato,
ca, (altro…)

Jacopo d’Aquino, Al cor m’è nato e prende uno disio

Al cor m’è nato e prende uno disio
d’amar, che m’à sì lungiamente priso
e sì mi stringe forte ch’io non crio
che d’altr’amor mi piacc[i]a gioi nè riso.
Vaio nè griso, – nè nulla gioi che sia
io non vor[r]ia,
nè signoria,
ma tut[t]avia – veder lo bello viso.
Così m’afina Amore, che m’à tolto
core e disio e tut[t]a la mia mente,
e d’altra donna amar non sono ac[c]orto,
che tanto si’ amorosa nè piacente;
non m’è neente – sed io (altro…)

Jacopo Alighieri – Chiose alla cantica dell’Inferno di Dante Alighieri – pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica

EText-No. 30766
Title: Chiose alla cantica dell’Inferno di Dante Alighieri – pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica
Author: Alighieri, Jacopo di Dante;Alighieri, Iacopo;Alighieri, Jacopo, 14th cent.
Language: Italian
Link: cache/generated/30766/pg30766-images.epub
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EText-No. 30766
Title: Chiose alla cantica dell’Inferno di Dante Alighieri – pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica
Author: Alighieri, Jacopo di Dante;Alighieri, Iacopo;Alighieri, Jacopo, 14th cent.
Language: Italian
Link: 3/0/7/6/30766/30766-h/30766-h.htm

EText-No. 30766
Title: Chiose alla cantica (altro…)