AFRICA/ eSWATINI – Solidarietà e vicinanza dai Vescovi del Sudafrica in visita pastorale: appello al dialogo

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Manzini – “Nel fare questa proposta per un dialogo che sia considerato significativo da tutti, riaffermiamo le parole di Papa Francesco che con amore ha rivolto a «coloro che hanno responsabilità, e a quanti manifestano le proprie aspirazioni per il futuro del Paese, l’appello a uno sforzo comune verso dialogo, riconciliazione e composizione pacifica delle diverse posizioni. L’autentico dialogo sociale ‘implica la capacità di rispettare il punto di vista dell’ao e di ammettere che può includere legittimi convinzioni e preoccupazioni’. ”: è quanto affermano i Vescovi della Conferenza episcopale del Sud Africa , che hanno svolto nei giorni scorsi una visita pastorale nel regno di eSwatini.
In un comunicato diffuso all’indomani della visita, e inviato all’Agenzia Fides, il Presidente della SACBC , Mons. Sithembele Sipuka, Vescovo di Mthatha, rimarca che i Vescovi “dicono umilmente una parola su cosa potrebbe contribuire alla costruzione della pace per la quale eSwatini è nota”.
Rileva il testo dei Vescovi: “Il Regno di eSwatini è conosciuto come un paese pacifico, con una cultura di cortesia, umanità, e ospitalità. Ricordiamo la sua ospitalità e solidarietà quando ricevette i profughi ed esuli sudafricani che fuggivano dall’oppressione dello stato dell’Apartheid, in Sud Africa. Ricordiamo anche l’ospitalità con cui la gente di eSwatini accoglieva i profughi dal Mozambico alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, a causa della guerra civile in quella nazione. Entrambi questi paesi hanno un enorme debito di gratitudine verso il popolo di eSwatini. Gli esuli beneficiarono della qualità superiore dell’istruzione nel Regno e tornarono ben equipaggiati per servire i loro paesi”.
Prosegue il documento: “Come molti paesi, eSwatini ha affrontato numerose sfide, incluso essere uno dei paesi più colpiti dalla pandemia di HIV. La sofferenza causata dall’HIV è stata aggravata da ae sfide sociali, politiche ed economiche e ultimamente dal Covid-19, costringendo molti alla terribile povertà. Nel corso degli anni, gli abitanti di eSwatini, fedeli alla loro natura amante della pace, hanno attraversato pacificamente questi tempi difficili. Le recenti ondate di violenza senza precedenti, che hanno investito il paese a metà di quest’anno e hanno provocato la perdita della vita, ferimenti, nonché la distruzione di proprietà larga scala, sembrano suggerire una scarsa pazienza che deve essere riconquistata se questo bel paese non vuole cadere nella guerra civile e nella sofferenza concomitante”.
I Vescovi esprimono la loro vicinanza e così motivano la visita: “Vedendo questa sofferenza e temere che accada ancora di peggio, commossi dal sentimento di condivisione di una sola umanità e dalla nostra convinzione che sebbene ‘siamo molte parti; apparteniamo tutti gli uni agli ai’ , come Conferenza episcopale sudafricana abbiamo deciso di effettuare una visita solidale e pastorale a eSwatini. Siamo grati al governo per averci accolto e averci parlato della situazione nel Paese. Siamo grati ai cattolici di eSwatini, alle donne consacrate, ai sacerdoti, al Consiglio eSwatini di Chiese e ai molteplici gruppi civili, nonché agli individui che hanno condiviso le loro opinioni sulla situazione nel paese”.
Entrando nel merito della questione, i Presuli notano: “Siamo incoraggiati dal fatto che tutti coloro con cui abbiamo parlato, incluso il governo, abbiano espresso apertura al dialogo e al negoziato. Siamo tuttavia preoccupati per il fatto che ci siano diverse opinioni sulla tipologia e la forma del dialogo e dei negoziati; date queste differenze, sembra che tale dialogo non possa aver luogo, o almeno non sia efficace come sperato, se non è concordato. Mentre eSwatini è nota per la sua struttura tradizionale dialogante, tutte le persone con cui abbiamo parlato, tranne il governo, hanno espresso opinioni su ae strutture e possibilità di dialogo. Visto questo chiaro desiderio, purtroppo accompagnato da violenza, ci sembra che il ‘dialogo sul dialogo’ possa essere un punto di partenza costruttivo”.
I Presuli registrano “un forte sentimento di alienazione tra la gente e il desiderio di ripristinare un sentimento simbiotico e un premuroso rapporto tra il Re ed il suo popolo. Tutti sono convinti della gravità del momento presente e dell’urgenza di mettere in atto misure che aiutino a costruire una società giusta e pacifica. Questo è ciò che vediamo come richiesto dal momento presente e soprattutto dalla stessa dignità della persona umana, immagine di Dio, il Creatore”. In conclusione i Vescovi assicurano al governo di eSwatini e ai suoi cittadini la preghiera, auspicando “una disposizione mentale che unirà il paese portando a giustizia, pace e sviluppo per tutti”.