AFRICA/SUD SUDAN – Nuovo appello del Vescovo di Tombura-Yambio: è urgente aiutare le vittime delle recenti violenze

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Juba – “Migliaia di persone hanno perso la vita, ae sono sfollate e vivono in pessime condizione per la mancanza di cibo, acqua e beni di prima necessità” denuncia Sua Ecc. Mons. Barani Eduardo Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura-Yambio, nel lanciare un appello per soccorrere con urgenza le vittime dei recenti attacchi in diverse parti dello Stato Western Equatorial, nel Sud Sudan, che hanno portato migliaia di persone a fuggire dalle loro case. La diocesi di Tombura-Yambio si trova nella regione colpita e Mons. Hiiboro aveva di recente rivolto, tramite l’Agenzia Fides, un appello per fermare i combattimenti .
Il Vescovo ha espresso la sua profonda preoccupazione per la sorte di migliaia di bambini e adulti in particolare nella contea di Tombura e Source-Yubu Payam, dove “la crisi rischia di portare a tassi ancora più elevati di malnutrizione, i focolai di malattie e i decessi di persone vulnerabili a causa delle cattive condizioni nelle quali vivono queste persone”.
Nel suo appello indirizzato ai fedeli della diocesi e alle persone di buona volontà, Mons. Hiiboro ha ricordato che le violenze sono scoppiate tra il 19 e il 22 giugno, durante il periodo precedente alla piena costituzione del governo nazionale nel Paese, quando “diversi individui armati hanno assalito alcuni villaggi sparando e uccidendo, saccheggiando e bruciando le proprietà, costringendo almeno 21.000 persone, di cui quasi la metà bambini, a fuggire dalle loro case”.
Mons. Hiiboro sottolinea che “la nuova ondata di violenza con conseguente sfollamento sta aumentando i bisogni umanitari in un momento in cui il popolo sud sudanese sta già affrontando le conseguenze della pandemia di Covid-19 e anni di conflitto e insicurezza”.
Inoe, “per i bambini e le donne più vulnerabili, i combattimenti sono una minaccia diretta alle loro vite e potrebbero portare ad un aumento dell’incidenza della malnutrizione tra i bambini e a gravi violazioni dei loro diritti, come il reclutamento o l’esecuzione”.
Il Vescovo ha chiesto alle “35 parrocchie, alle istituzioni, compresi i vari ministeri e uffici dipartimentali della diocesi di Tombura-Yambio, di mobilitarsi per fornire denaro, cibo, vestiti, letti, tende, strumenti per aiutare i nostri fratelli e sorelle bisognosi nella contea di Tombura”.
Ha inoe disposto che il 70% delle collette di domenica 27 giugno delle parrocchie, sia utilizzato per sostenere le vittime e che dopo domenica 4 luglio sia condotta una mobilitazione generale per aiutare gli sfollati.
Mons. Hiiboro ha infine rivolto un appello a “tutte le parti, per garantire che i civili, in particolare i bambini e le donne, siano protetti e tenuti al sicuro, in linea con le nostre convinzioni cristiane e le norme del diritto umanitario internazionale”.