ASIA/IRAQ – Vescovi e sacerdoti caldei sulle prossime elezioni politiche: fede e appartenenza ecclesiale non siano sfruttate per fini elettorali

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Erbil – Nei prossimi mesi, durante la campagna in vista delle elezioni politiche in programma ad ottobre, sarà opportuno vigilare affinché i richiami alla fede e alle appartenenze ecclesiali non siano struttati a fini elettorali. Lo chiedono Vescovi e sacerdoti caldei, prima di concludere le giornate di ritiro spirituale che stanno trascorrendo insieme, ad Ankawa, sobborgo di Erbil abitato in maggioranza da cristiani. La messa in guardia è contenuta nel singolare messaggio diffuso durante le giornate di esercizi spirituali svolti sotto la presidenza del Patriarca caldeo Louis Raphael Sako, e scanditi dalle riflessioni spirituali del sacerdote libanese Raphael Traboulsi.
Alle giornate di esercizi spirituali hanno preso parte 80 partecipanti, compresi 10 Vescovi. Nel testo del messaggio citato, Vescovi e sacerdoti caldei invitano i cittadini a non disertare le urne e a scegliere i propri rappresentanti tra i candidati che mostrano di avere “competenza e capacità, cioè conoscenza della politica e del diritto, buoni comportamenti, senso della Patria, sincerità, integrità e coraggio. I candidati ideali – prosegue il messaggio – sono quelli che hanno a cuore il bene comune, e non hanno come preoccupazione primaria la difesa degli interessi della propria fazione.
Nel testo, diffuso dai canali ufficiali del Patriarcato caldeo, Vescovi e sacerdoti si rivolgono con sollecitudine pastorale a tutti “i figli e le figlie” della Chiesa caldea, confermando di essere rincuorati dallo spettacolo della loro pazienza, dalla costanza e dall’amore che tanti mostrano per la loro terra, mossi dalla fede, dalla preghiera e dal tesoro prezioso costituito dalle testimonianze dei propri martiri. Questa esperienza dell’abbraccio di Cristo, percepita nelle testimonianze di santità e martirio che punteggiano il cammino delle Chiese d’Oriente, consola e rassicura le vite di tanti anche riguardo al presente e al futuro, nella fiduciosa speranza che il male non prevarrà e il seme buono del Vangelo riuscirà a crescere pur in mezzo a tante difficoltà, “come si vede nella parabola della zizzania e del grano” raccontata da Gesù stesso nel Vangelo di Matteo.
Di recente , proprio il Cardinale Sako aveva fatto notare che il rischio di brogli e l’esperienza passata di essere stati “scippati” della quota di seggi parlamentari riservati dal sistema elettorale ai candidati provenienti dalle comunità cristiane, potrebbe spingere anche molti cristiani a boicottare le prossime elezioni politiche. In un ‘intervista al network mediatico Rudaw, il Patriarca Sako aveva fatto riferimento in particolare alla “stanchezza” degli elettori cristiani, dovuta alla convinzione diffusa che la quota di seggi riservata alle componenti cristiane della popolazione “verrà nuovamente espropriata” da partiti e forze politiche egemoni.
Il sistema elettorale iracheno riserva 5 dei 329 seggi parlamentari a candidati cristiani.