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bookmark_borderNEWS ANALYSIS – Tra povertà e instabilità, la voce profetica della Chiesa in Congo

Uvira – “Si tratti di potenze straniere , di Paesi confinanti o di alcuni leader congolesi, di signori della guerra, multinazionali, ONG, o anche certi effettivi della famosa MONUSCO , il Congo, sin dalla sua indipendenza, è sempre stato depredato per le sue numerose e ricche risorse naturali, soprattutto minerali, e poi lasciato in povertà e instabilità”. Come illustra all’Agenzia Fides Mons Muyengo Mulombe, Vescovo di Uvira nel Kivu del Sud, la Repubblica Democratica del Congo versa in una grave situazione sul piano umanitario, sociale e politico. La nazione paga un alto prezzo per il semplice motivo di essere ricca, forse la nazione più baciata dalle risorse sulla terra. Le regioni orientali, in particolare, strette tra conflitto aperto con oe 140 milizie in azione, esodi di massa, caos e disastri ambientali, vivono in un’emergenza costante.
Tra le autorevoli voci a ergersi a difesa della, Mons. Muyengo, così commenta: “La situazione nelle regioni orientali continua a deteriorarsi. Gli ultimi anni sono stati segnati da uccisioni e massacri anche nell’Ituri. Le operazioni di guerra sono portate avanti dall’ADF ugandese ma sappiamo che ci sono anche leader politici congolesi coinvolti nella vicenda. Di recente, il presidente Tshisekedi ha dichiarato lo stato di emergenza in Ituri e nel Nord Kivu nominando ufficiali militari a capo di queste due province per un mese di mandato. Per quanto riguarda il Sud Kivu, negli alti e medi altipiani dei territori di Uvira, Fizi e Mwenga – tutti appartenenti alla mia diocesi – la situazione è drammatica: bande armate sia nazionali che straniere che imperversano in tutta l’area. Quasi ogni giorno assistiamo all’infiazione di elementi dal Ruanda e dal Burundi, per non parlare di milizie locali, banditi, rapitori, criminalità locale che si dedica alla distruzione di strade e infrastrutture e ai criminali. Per fare solo un esempio: all’inizio di maggio, abbiamo assistito a sette omicidi nella sola città di Uvira e alla risposta feroce della popolazione civile contro alcuni degli assassini. La tensione è alta e la gente si chiede perché lo stato di emergenza riguardi l’Ituri e il Nord Kivu e non il Sud o il Nord Katanga dove avvengono scontri”.

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